Il lago di Casteldoria fra colline di macchia mediterranea, con la torre dei Doria sulla cima di un colle roccioso sullo sfondo
Il lago di Casteldoria e la torre dei Doria — foto: Gianni Careddu · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Chi arriva nella bassa valle del Coghinas di solito ha in testa il mare: le spiagge di Badesi, l'Isola Rossa, il profilo di Castelsardo. Eppure, a pochi passi dal fiume, c'è un luogo che racconta questo territorio meglio di qualunque cartolina: Casteldoria, al confine fra i comuni di Santa Maria Coghinas e Viddalba. Qui, nel giro di pochi chilometri, trovate acque termali che sgorgano bollenti dal letto del fiume, una torre medievale arroccata sul granito e un lago artificiale incastonato fra le rocce. Tre ragioni diverse per una stessa giornata.

Le acque calde di Casteldoria

Le sorgenti di Casteldoria sono conosciute fin dall'antichità: già in epoca romana la valle del Coghinas ospitava un importante sito termale. L'acqua risale da grande profondità e affiora lungo il letto del fiume a temperature altissime, oltre i 70 gradi alla sorgente: per questo, nelle mattine più fresche, non è raro vedere piccole nuvole di vapore sulla riva.

Si tratta di acque salsobromoiodiche, di tipo cloruro-sodico, ricche di sali minerali. Tradizionalmente vengono usate per bagni, fanghi e inalazioni, e sono indicate soprattutto per disturbi reumatici e articolari, per la pelle e per le vie respiratorie. Oggi le cure si fanno presso lo stabilimento termale della zona: se vi interessa un percorso benessere, informatevi direttamente sui servizi disponibili e sulle modalità di accesso, che possono cambiare di stagione in stagione.

La torre dei Doria, sentinella sul fiume

Sollevate lo sguardo e la vedrete: su un colle di granito che domina il Coghinas si alza la torre del castello di Casteldoria. La fortezza venne costruita intorno al XII secolo dalla famiglia genovese dei Doria, che nel nord della Sardegna aveva interessi strategici, e passò di mano più volte nel corso del Medioevo.

Nel Trecento il castello fu al centro delle contese fra Genovesi, Aragonesi e Giudicato di Arborea, e rientrò nell'orbita di Eleonora d'Arborea dopo il suo matrimonio con Brancaleone Doria. Della fortificazione oggi restano tratti di mura, i resti di una cappella e una grande cisterna per la raccolta dell'acqua; il pezzo forte è però la torre, di forma pentagonale, alta una ventina di metri e costruita con grandi blocchi squadrati di granito legati con malta. All'interno era divisa in tre livelli con solai in legno, sormontati da una copertura con camminamento.

Da lassù lo sguardo spaziava sulla valle, sul fiume e fino al golfo dell'Asinara: si capisce bene perché proprio qui i Doria abbiano voluto un presidio. Il luogo ha alimentato anche leggende popolari su passaggi sotterranei e tesori nascosti, raccolte perfino da Grazia Deledda nei suoi Racconti sardi del 1894.

Si può salire alla torre?

La struttura è stata interessata da interventi di restauro e l'accesso non è sempre garantito. Anche quando non si può entrare, la torre si ammira molto bene dal basso e dalla strada che costeggia il lago, e regala le foto più belle con la luce radente del pomeriggio. Prima di mettervi in cammino verso la sommità, verificate la situazione aggiornata con il Comune di Santa Maria Coghinas.

Il lago di Casteldoria e il fiume Coghinas

Ai piedi della torre il Coghinas si allarga nel lago di Casteldoria, un bacino artificiale fra i comuni di Bortigiadas e Santa Maria Coghinas. La diga che lo trattiene, in calcestruzzo a gravità, fu realizzata fra il 1949 e il 1963. Il risultato è uno scenario inatteso: acqua ferma e verde, pareti di roccia rosata, macchia mediterranea fino alla riva e la sagoma della torre che si specchia in lontananza.

Il Coghinas è uno dei fiumi principali della Sardegna, il terzo dell'isola per lunghezza. Più a monte si trova un secondo invaso, più grande, il lago del Coghinas, creato dalla diga di Muzzone: non confondeteli, sono due bacini diversi lungo lo stesso fiume. Il tratto di Casteldoria è quello più vicino al mare e si presta a una passeggiata tranquilla o a una sosta per godersi il silenzio della valle.

Come organizzare la visita

  • Quando andare: primavera e autunno sono ideali per camminare senza il caldo; in estate conviene scegliere il mattino presto o il tardo pomeriggio.
  • Cosa portare: scarpe comode per i sentieri sterrati, acqua e un cappello: l'ombra non è ovunque.
  • Come muoversi: la zona si raggiunge in auto; lungo la strada ci sono punti panoramici sul lago e sulla torre.
  • Da abbinare: il Museo Archeologico di Viddalba, con le stele funerarie romane "a specchio", è a pochi minuti ed è il complemento perfetto per chi ama la storia del territorio. Trovate altre idee nella pagina dei dintorni.

Dalle case di Villa Jolies, nella campagna di Viddalba, Casteldoria è una meta comoda per una mezza giornata diversa dal solito, magari dopo una mattina al mare: si torna a casa in tempo per il tramonto sul golfo.

Accessi alla torre, servizi dello stabilimento termale e percorsi possono variare nel tempo: prima di partire consultate i canali ufficiali del Comune di Santa Maria Coghinas e il portale della Regione, SardegnaTurismo.

Dormire vicino a Casteldoria

Villa Jolies e la Villetta Ruja sono due case indipendenti nella campagna di Viddalba, nella bassa valle del Coghinas, con vista sul golfo dell'Asinara. Potete prenotarle separatamente o insieme, fino a 15 ospiti.